Codice ATECO Interior Designer: quale scegliere e come aprire la P.IVA (2026)

TL;DR: per un interior designer in Italia il codice ATECO corretto nella maggior parte dei casi e il 74.10.10 "Attivita di design specializzate", la voce che copre il design d'interni. Nel regime forfettario, il 74.10.10 ha un coefficiente di redditivita del 78%. Se la tua attivita prevalente e diversa (ad esempio progettazione tecnica con titolo abilitante, oppure allestimenti scenografici), esistono codici alternativi come il 74.10.21 o il 90.03.02. In questo articolo vediamo quale scegliere, perche, e come aprire la partita IVA passo-passo.
Aprire partita IVA come interior designer non e complicato come sembra, ma il codice ATECO sbagliato puo costarti caro: incide sul coefficiente di redditivita del forfettario (quindi sulle tasse), sull'inquadramento previdenziale e su come l'Agenzia delle Entrate legge la tua attivita. Vale la pena capirlo bene prima di partire.
Cos'e il codice ATECO e perche conta per un interior designer?
Il codice ATECO (Attivita Economiche) e una classificazione statistica usata da ISTAT, Agenzia delle Entrate, INPS e Camera di Commercio per identificare l'attivita economica che svolgi. In pratica e l'"etichetta" della tua professione: lo scegli all'apertura della partita IVA e definisce chi sei agli occhi del fisco.
Per un interior designer il codice ATECO conta per tre motivi molto concreti:
- Tasse nel forfettario: ogni codice ha un coefficiente di redditivita (la quota di fatturato considerata reddito tassabile). Cambiare codice puo significare pagare piu o meno tasse a parita di incasso.
- Previdenza: determina a quale cassa versi i contributi (per l'interior designer non iscritto a un albo, di norma la Gestione Separata INPS).
- Coerenza fiscale: l'attivita dichiarata deve corrispondere a cio che realmente fatturi. Un codice incoerente rispetto alle fatture emesse e un segnale di rischio in caso di controllo.
Dal 1 gennaio 2025 e in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che ha aggiornato alcune codifiche. I codici del design sono rimasti sostanzialmente stabili, ma e bene verificare sempre la versione aggiornata sul sito dell'Agenzia delle Entrate al momento dell'apertura.
Qual e il codice ATECO per interior designer? (74.10.10)
Il codice di riferimento per chi fa interior design e il 74.10.10 "Attivita di design specializzate". E la voce che il fisco associa al design d'interni, di arredamento, di prodotto e grafico quando l'attivita e svolta in proprio, su commessa, senza che sia richiesto un titolo abilitante o l'iscrizione a un albo professionale.
Questo codice e adatto a te se:
- Progetti e curi l'arredamento e l'estetica di ambienti residenziali o commerciali per clienti privati e aziende.
- Realizzi moodboard, rendering, progetti d'arredo, selezione di materiali, finiture e colori, gestione di forniture.
- Offri consulenza di interior design, home staging o restyling di spazi.
- Non sei un architetto o geometra iscritto all'albo che firma pratiche edilizie e progetti strutturali.
Nel regime forfettario il 74.10.10 rientra tra le attivita professionali con coefficiente di redditivita del 78%. Significa che il 78% di cio che fatturi e considerato reddito imponibile, sul quale poi si calcolano imposta sostitutiva e contributi.
Quali sono i codici ATECO alternativi e quando usarli?
Il 74.10.10 va bene per la stragrande maggioranza degli interior designer, ma esistono codici vicini che possono essere piu corretti in casi specifici. Sceglierli dipende da qual e la tua attivita prevalente:
- 74.10.10 - Attivita di design specializzate: il codice standard per l'interior designer. Copre design d'interni, di arredamento, di prodotto. Coefficiente forfettario 78%.
- 74.10.21 - Attivita dei disegnatori tecnici: indicato se la tua attivita prevalente e la produzione di disegni tecnici, esecutivi e tavole di progetto per conto terzi, piu vicino al lavoro del disegnatore CAD che al designer creativo.
- 90.03.02 - Attivita di disegnatori grafici e affini / allestimenti: utile per chi si occupa di scenografie, allestimenti fieristici, vetrine ed eventi piu che di arredo abitativo. Da valutare in base alla descrizione precisa del codice nella versione ATECO vigente.
- 71.11 / 71.12 - Attivita degli studi di architettura e ingegneria: riservati a chi e architetto o ingegnere iscritto all'albo e firma progetti. NON e il tuo codice se non hai il titolo abilitante.
La regola pratica e semplice: scegli il codice dell'attivita che genera la maggior parte del tuo fatturato. Se fai prevalentemente progettazione d'interni e consulenza d'arredo, il 74.10.10 e quasi sempre la risposta giusta. Puoi comunque aggiungere piu codici ATECO indicando uno come prevalente e gli altri come secondari, se svolgi attivita miste.
Serve un titolo o l'iscrizione a un albo per usare questi codici?
No. In Italia la professione di interior designer non e una professione regolamentata con un albo obbligatorio: non esiste un "Ordine degli interior designer". Questo significa che puoi aprire la partita IVA con il codice 74.10.10 anche senza una laurea specifica, purche tu offra realmente competenze professionali.
Attenzione pero a una distinzione importante: un interior designer puo progettare l'estetica e la funzionalita degli spazi, ma non puo firmare pratiche edilizie, progetti strutturali o che modifichino la destinazione d'uso: quelle restano riservate ad architetti e geometri iscritti all'albo. Il valore di mercato lo fa quindi la formazione e il portfolio, non un titolo legale.
E qui che conta investire su competenze certificate e dimostrabili. Un percorso strutturato come il master online di EULE Institute, che rilascia la Certificazione IDEI® (Interior Design Eule Institute), serve proprio a darti metodo, portfolio e una credenziale spendibile con i clienti in un settore dove non esiste un titolo di Stato.
Regime forfettario o ordinario: quale scegliere?
Per chi parte da zero, nella quasi totalita dei casi conviene il regime forfettario. E pensato per piccole partite IVA ed e molto piu semplice ed economico del regime ordinario. Vediamo la differenza.
Regime forfettario, in sintesi:
- Limite di ricavi/compensi: 85.000 euro l'anno.
- Tassazione con imposta sostitutiva al 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se sei una nuova attivita e rispetti i requisiti (non aver svolto la stessa attivita nei 3 anni precedenti come autonomo o socio).
- Niente IVA in fattura, niente addebito IVA al cliente, niente liquidazioni periodiche.
- Contabilita semplificata: non detrai i costi analiticamente, il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditivita (78% per il 74.10.10).
- Niente ritenuta d'acconto in fattura.
Regime ordinario, in sintesi:
- Nessun tetto di fatturato.
- Tassazione IRPEF a scaglioni progressivi (dal 23% in su), piu addizionali regionali e comunali.
- Applichi e versi l'IVA, con detrazione dell'IVA sugli acquisti.
- Deduci analiticamente i costi reali dell'attivita.
- Conviene se hai costi molto alti (showroom, dipendenti, forniture rilevanti) o se superi gli 85.000 euro.
Per un interior designer freelance che lavora soprattutto con la propria competenza e ha costi contenuti, il forfettario al 5% nei primi anni e quasi sempre la scelta piu vantaggiosa. Valuta l'ordinario solo se prevedi costi elevati o un fatturato sopra soglia.
Come si aprono la partita IVA: i passaggi
Aprire la partita IVA come interior designer professionista (non commerciale) e gratuito e si fa interamente online. Ecco i passaggi:
- 1. Scegli il codice ATECO (di norma 74.10.10) e il regime fiscale (forfettario, se rispetti i requisiti).
- 2. Compila il modello AA9/12 dell'Agenzia delle Entrate per l'apertura della partita IVA come persona fisica. Si invia telematicamente, anche tramite il tuo commercialista.
- 3. Iscriviti alla Gestione Separata INPS (per l'attivita professionale senza cassa): la domanda si fa online sul sito INPS con SPID/CIE.
- 4. Verifica se serve iscrizione al Registro Imprese / Camera di Commercio: per l'attivita puramente professionale e intellettuale di solito NON serve, ne serve l'apertura di posizione INAIL. Se invece vendi prodotti o gestisci forniture come attivita commerciale, l'inquadramento cambia: chiedi conferma a un commercialista.
- 5. Attiva la fatturazione elettronica: dal 2024 e obbligatoria anche per i forfettari. Puoi usare il software gratuito dell'Agenzia delle Entrate o un gestionale a pagamento.
- 6. Apri un conto (anche non dedicato, per i forfettari non e obbligatorio) e tieni traccia di incassi e spese.
L'intero processo si chiude in pochi giorni. La partita IVA viene rilasciata in tempi rapidi, spesso lo stesso giorno dell'invio del modello.
Quanto costa la gestione e quanto si paga di contributi INPS?
Il costo principale di una partita IVA da interior designer freelance sono i contributi previdenziali. L'interior designer professionista senza cassa di categoria versa alla Gestione Separata INPS.
- Aliquota Gestione Separata: per i professionisti senza altra copertura previdenziale e intorno al 26-27% del reddito imponibile (la percentuale viene aggiornata annualmente).
- Base di calcolo: i contributi si applicano sul reddito imponibile, cioe sul fatturato ridotto dal coefficiente (nel forfettario, 78% del fatturato per il 74.10.10).
- Imposta sostitutiva forfettario: 5% per i primi 5 anni (nuove attivita), poi 15%.
- Commercialista: per un forfettario tipicamente 300-800 euro l'anno, a seconda del professionista e dei servizi inclusi.
- Software fatturazione elettronica: da gratuito (Agenzia Entrate) a circa 50-120 euro l'anno per gestionali commerciali.
Esempio pratico semplificato: con 30.000 euro di fatturato e codice 74.10.10 (coefficiente 78%), il reddito imponibile e circa 23.400 euro. Su questo paghi imposta sostitutiva (5% o 15%) e contributi Gestione Separata (circa 26-27%). I conti esatti dipendono dall'anno e dalla tua situazione: falli sempre con il commercialista.
Come si fa fattura da interior designer?
Da forfettario emetti fattura elettronica senza addebito IVA, indicando in fattura la dicitura prevista per il regime forfettario (operazione senza applicazione dell'IVA ai sensi della normativa sul forfettario). Non applichi ritenuta d'acconto. Devi pero versare la marca da bollo da 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro.
Punti pratici sulla fatturazione:
- La fattura va trasmessa elettronicamente tramite il Sistema di Interscambio (SdI).
- Indica chiaramente la prestazione: progettazione d'interni, consulenza d'arredo, rendering, direzione artistica, ecc.
- Conserva le fatture e gli incassi: nel forfettario non c'e contabilita analitica, ma devi numerare e archiviare i documenti.
- Se lavori con clienti esteri (UE o extra-UE) le regole IVA cambiano: chiedi al commercialista come gestire reverse charge e iscrizione VIES.
Quali sono gli errori piu comuni da evitare?
- Scegliere un codice ATECO da architetto/ingegnere (71.11/71.12) senza titolo abilitante: e incoerente e ti espone a contestazioni.
- Usare un codice commerciale quando l'attivita e professionale (o viceversa): cambia previdenza, Camera di Commercio e adempimenti.
- Aprire partita IVA senza verificare i requisiti del forfettario al 5%: il regime agevolato per nuove attivita ha condizioni precise da rispettare.
- Dimenticare la marca da bollo sulle fatture sopra 77,47 euro o la fattura elettronica obbligatoria.
- Non accantonare per tasse e contributi: il forfettario versa a saldo e acconto, e il primo anno puo arrivare un conguaglio pesante. Metti da parte almeno il 30% di quanto incassi.
- Sottovalutare la previdenza: la Gestione Separata pesa, ma e anche cio che costruisce la tua pensione futura.
- Scegliere il codice da soli senza confronto con un commercialista quando l'attivita e mista (progettazione + vendita di arredi).
In sintesi: quale codice ATECO usare da interior designer
Per la maggior parte degli interior designer in Italia il codice ATECO corretto e il 74.10.10 "Attivita di design specializzate", con coefficiente di redditivita del 78% nel regime forfettario. Le alternative (74.10.21 per il disegno tecnico, 90.03.02 per allestimenti) servono solo se l'attivita prevalente e diversa, mentre i codici da architetto/ingegnere sono riservati a chi e iscritto all'albo.
Apri la partita IVA online con il modello AA9/12, scegli il forfettario se ne hai i requisiti (5% per i primi 5 anni), iscriviti alla Gestione Separata INPS e attiva la fatturazione elettronica. Per la scelta definitiva del codice e del regime, soprattutto se la tua attivita e mista, un confronto con un commercialista vale ogni euro speso. E ricorda: in un mestiere senza albo, sono la formazione e il portfolio a fare la differenza sul mercato, non il numero ATECO.